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Le tradizioni del Natale
Il Natale tradizionale a Sarno cominciava dal 13 dicembre, festa di Santa Lucia, protettrice della vista e legata al tema della luce. Da questa giornata fino al 24 dicembre, Vigilia di Natale, si contavano le "calenne". Questi 12 giorni sintetizzano sacralmente i 12 mesi che volgono al termine: una sorta di "morte" dei mesi, che poi "rinascono" all'inizio dell'anno a nuova "vita". Anche questa usanza semplice e quotidiana ha un significato profondo, perché richiama la novità culturale più "rivoluzionaria" del Natale cristiano. Essa consisté nel capovolgere il significato del termine Natale: mentre per i Romani pagani questa espressione indicava la nascita di una persona, per la Chiesa cristiana indicò il giorno della morte in quanto inizio di un'altra vita: la Vita eterna.
Caratteristico del natale sarnese è, innanzitutto, il presepe, che, con il suo incentrarsi sulla grotta, rimanda all'oscurità profonda, che è la condizione dell'anima del credente, prima che essa sia "rischiarata" dalla nascita di Cristo. Un'altra abitudine era quella di cantare davanti al presepe una canzone di Sant'Alfonso de' Liguori, che compì una visita pastorale a Sarno nella metà del Settecento. L'inno, intitolato "Quanno nascette Ninno", si segnala per il suo fascino immediato e suggestivo
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